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Spotlight La disciplina del silenzio. Inchiesta sulla morte di Andrea Rocchelli e Andrej Mironov - 2a parte

St 2022
Ad otto anni dalla morte di Andy Rocchelli e Andrej Mironov, uccisi a colpi di mortaio nel Donbass mentre stavano facendo il loro lavoro di giornalisti, emergono le dichiarazioni di alcuni ex militari ucraini che raccontano una nuova verità su quei drammatici fatti. Dopo anni di indagini e processi, la giustizia italiana ha assolto l'unico imputato per vizi di forma, ma ha stabilito una verità importante: che ad aprire il fuoco con i mortai fu un reparto dell'esercito ucraino, la 95a Brigata Aviotrasportata. Oggi alcuni ex soldati di quella unità hanno accettato di parlare e confermano la ricostruzione della magistratura. Il comandante della 95a Brigata era Mykhailo Zabrodskyi, secondo uno dei testimoni avrebbe dato personalmente l'ordine di sparare contro i reporter. Nella seconda puntata l'inchiesta "la disciplina del silenzio", si concentra nella ricerca di conferme al racconto del testimone. Altri ex militari aggiungono nuovi elementi e confermano la versione secondo la quale Zabrodskji avrebbe dato personalmente l'ordine di fare fuoco. Lo stesso Mikhailo Zabrodkij, l'ex comandante di Karachun, che oggi è deputato presso il parlamento ucraino e membro del gruppo per le relazioni interparlamentari con la repubblica italiana, in una intervista concessa a Spotlight, pur respingendo ogni addebito, ha dichiarato di non poter smentire né le ricostruzioni certificate dalla giustizia italiana né le parole dei testimoni. Ed ha ammesso che tutte le forze presenti a Karachun - compresi gli uomini della Guardia Nazionale - erano sotto il suo comando. Inchiesta di di Andrea Sceresini e Giuseppe Borello
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