SeDici Storie Cavtat. Veleno in fondo al mare/La casa dei carissimi

St 2021Ep 6
È il 14 luglio 1974 e sono le 4.12 del mattino al largo di Capo d'Otranto, mar Adriatico. Da una parte c'è la Cavtat, mercantile jugoslavo al comando di Niksa Lucic; dall'altra la Lady Rita, battente bandiera panamense, comandante Carmine Laudato. Non c'è nebbia quella mattina, il bollettino meteorologico dell'Aeronautica Militare parla di visibilità buona. Le due imbarcazioni collidono, la Cavtat inizia a imbarcare acqua, l'equipaggio viene messo in salvo dai membri della Lady Rita. Il mercantile slavo, che potrebbe essere trainato in secca, viene lasciato affondare. A bordo della Cavtat ci sono 2.800 tonnellate di carico e, in più, 270 tonnellate di piombo, tetraetile e tetrametile, in 909 bidoni trasportati per metà sopracoperta e per l'altra metà nelle due stive. Il rischio è quello di un enorme disastro ambientale. "Dal 1921 l'Opera Cardinal Ferrari è la casa di chi non ha casa: rifugio, luogo di riparo e ripartenza per i "Carissimi": persone che hanno perso tutto, ma non la dignità e la speranza di affrancarsi da una vita difficile". Così recita il manifesto dell'Opera che da un secolo è un punto di riferimento della vita milanese, per il contrasto alla povertà e alle diseguaglianze. La solidarietà, il sostegno, l'aiuto fattivo e concreto dell'Opera seguono l'esempio del Cardinal Ferrari, uomo virtuoso e arcivescovo di Milano dal 1894 al 1921, anno della sua morte. Nel corso del tempo, l'Opera Cardinal Ferrari è diventata anche un interlocutrice privilegiata per i sindaci e gli amministratori della città, un monumento alla carità e "un luogo di ristoro, la casa in cui sentirsi a proprio agio e il motore per avere l'aiuto dal quale partire e ripartire".
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