L'Italia con Voi Venti anni dopo. L'undici settembre

Venti anni dopo. L'undici settembre. Le televisioni di tutto il mondo stanno raccontando quel giorno, spesso legandolo alla "fine della guerra in Afghanistan". Venti anni dopo la storicizzazione risulta complessa perché il trauma di quell'attentato si è intrecciato a quello della pandemia che ci ha costretto ad indossare mascherine, come hanno fatto gli abitanti di New York nei giorni che seguirono la caduta delle torri. Noi di RAI Italia abbiamo voluto indagare questa relazione più "domestica", introspettiva che quella larga dello scenario mondiale su cui in tanti si esprimono in questi giorni. Una psicoanalista, giovanissima studentessa volontaria venti anni fa a Ground Zero e poi in un ospedale di Brooklyn durante la pandemia. Oggi professoressa alla New School di New York. Lo scrittore Jay McInerney anche lui volontario dopo l'undici settembre ed uscito dal Covid-19. Una italoamericana che lavorava nella torre in cui sua sorella, cento piani sopra, ha perso la vita. E una delle corrispondenti storiche da New York, Anna Guaita, da quaranta anni nella città. Questi i protagonisti di un racconto che ci porta dentro le ultime telefonate dalle torri e dalle terapie intensive di questi mesi. Dentro all'isolamento e alla fine dei corpi. Alla ricerca di una salute mentale messa in crisi, venti anni dopo. L'autore, Andrea Salvadore, aveva realizzato nell'ottobre 2001, un mese dopo, "Quel giorno a Manhattan" per RAI Fiction-RAI Uno e dieci anni dopo un documentario per RAI Tre.
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