Agorà Bomba o non bomba - 13/04/2021

St 2020/213 min
Una giornata, non la prima, di proteste nella capitale. Sono i ristoratori, gli opera-tori delle categorie dell'ospitalità e, a vario titolo, di tutti coloro che devono tenere chiusi i loro esercizi per ragioni sanitarie, che si sono dati appuntamento a Roma davanti a Montecitorio, per una manifestazione che la questura non ha però autorizzato, ufficialmente per la concomitanza con altre proteste. Dopo i disordini che si sono registrati la scorsa settimana nella manifestazione promossa da MIO (Movimento Imprese e Ospitalità, afferente a Confindustria Turismo), sempre a Montecitorio, l'allerta ieri era massima e i manifestanti sono stati dirottati da Montecitorio alla vicina Piazza S. Silvestro. Una protesta che alza i toni e dalla quale mol-te delle voci più ragionevoli del settore, che tuttavia chiedono di poter riaprire, si sono dissociate. Lo stesso Presidente del MIO, Paolo Bianchini, non era in piazza ma all'incontro ottenuto al MEF col sottosegretario Durigon. Mentre gli esponenti più radicali del settore manifestano un evidente disagio, comprensibile più nel merito che nella forma, non manca chi soffia sul fuoco del disagio sociale. In piazza Casa Pound e Forza Nuova, la tensione si alza, volano bombe carta, IOAPRO si dissocia. Il racconto di Tommaso Giuntella.
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