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Dante e il potere Dante e il potere

Un uomo del Medioevo, immerso nel suo tempo. Questo il Dante che ci ha raccontato Alessandro Barbero. Lo storico segue Dante nella sua adolescenza di figlio d'un usuraio che sogna di appartenere al mondo dei nobili, dei potenti e dei letterati; nei corridoi oscuri della politica, dove gli ideali si infrangono davanti alla realtà meschina degli odi di partito e della corruzione dilagante; nei vagabondaggi dell'esiliato che scopre l'incredibile varietà dell'Italia del Trecento, fra metropoli commerciali e corti cavalleresche. Ma sono soprattutto il rapporto e la confidenza col potere politico che ci vengono raccontati da Barbero: in quella Firenze scegliere un partito, dichiararsi guelfo e poi guelfo bianco significa già di per sé assumere una decisione che segna la vita in una precisa direzione, una direzione molto "concreta" e carica di conseguenze.
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