Agorà Io non vaccino - 02/03/2021

St 2020/212 min
Vaccinare, vaccinare il più possibile, in tutti i luoghi possibili e con tutto il personale a disposizione; questa la richiesta che arriva dal Governo Draghi, spinta dall'avanzare delle varianti che diffondono a una velocità preoccupante il contagio. Nel Lazio, che fino ad oggi si è dimostrata una delle regioni più efficienti nella somministrazione dei vaccini anti covid, sono partite ieri le vaccinazioni anche negli ambulatori dei medici di famiglia, per i 65enni. Le sigle sindacali dei medici di medicina generale aderiscono e si mettono a disposizione, ma tra i medici di base e negli ambulatori serpeggia il malumore e alcuni hanno deciso di non aderire spontaneamente alla campagna vaccinale. La questione, a livello regionale (ma accade anche altrove) diventa un caso, uno scontro duro tra questi medici e l'Assessore Regionale alla Salute Alessio D'Amato che tuona: "siamo in guerra, chi si defila è un disertore" e intanto avverte che se sarà necessario ricorrerà ai tribunali e che ci si rifiuta rischia addirittura il posto. Ma i medici di famiglia ribattono: "siamo stanchi, e siamo soldati senza armi: ci chiedono di vaccinare, ma mancano le dosi". Il racconto di Nicola di Turi e Dean Buletti tra gli ambulatori dei medici laziali, con la risposta dell'assessore D'Amato.
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