Agorà C'è chi dice no - 19/02/2021

St 2020/213 min
Il Governo Draghi può contare sulla maggioranza di entrambi i rami del parlamento ma il un numero di NO che ha collezionato non è meno degno d'attenzione, per le ripercussioni destinate ad avere all'interno dei partiti e delle loro strategie. Se, infatti, il No a Draghi di Fratelli d'Italia era ampiamente annunciato, quello dei 15 senatori dei 5 stelle (tra i quali Morra e Cabras) espresso contro l'indicazione del Movimento, è costato la loro espulsione e una ulteriore emorragia di voti al Senato. Così come una sorta di 'effetto Draghi' risuona anche nell'eco del NO di quanti (come Matteo Orfini) nel Partito Democratico sembrano non gradire l'abbraccio con M5S e LEU certificato dalla nascita di un gruppo interparlamentari. No anche da parte di Nicola Fratoianni, neo segretario di Sinistra Italiana, che dai banchi di Liberi e Uguali ha negato la fiducia a Draghi. E allora, nel racconto di Tommaso Giuntella, si schiude anche il senso di una domanda: - dopo il NO, che succede?
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