Agorà Come alberi di natale - 07/12/2020

St 2020/212 min
A Natale - per decreto - dovremmo restare 'piantati' lì dove ci troviamo. Verrebbe da dire 'come tanti alberi' con le radici affondate nel nostro comune di residenza o quello che - a seconda dei colori e delle necessità - avremo potuto raggiungere entro il 20 dicembre. E la polemica - anch'essa - affonda le radici su quella che appare una incongruenza tra Comuni enormi e popolosi come Roma che consentono ai residenti di mitigare quel l'isolamento che grava, invece, sugli abitanti di migliaia di piccoli comuni in cui il 'mondo' - anche a Natale - si esaurisce in pochi chilometri e si consuma al cospetto delle stesse facce. Nel suo servizio Alessandro Poggi ci offre la visione plastica del confinamento e - al contempo - di tali radicali differenze partendo dalle immagini di tre alberi di Natale. Lo 'Spelacchio' di Roma, l'abete sacrale di Piazza S.Pietro (albero 'straniero', appartenente addirittura ad un altro Paese) e il piccolo albero di uno dei tanti comuni limitrofi alla Capitale, il cui confine è marcato dai cartelli stradali. Il suo racconto ci consegna, dunque, l'opportunità di riflettere sullo 'spazio', sui confini, ma anche sulla solitudine che - mai come durante le Feste di Natale - viene alla Luce e si fa sentire.
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