Agorà Estate Operaio di azienda in crisi si prepara al Ferragosto - 14/08/2020

St 20203 min
Uno stabilimento con i conti in attivo e in ottima salute condannato a chiudere e 155 dipendenti licenziati con una slide Powerpoint dal Fondo d'investimento Carlyle di Londra che ne è proprietario. E' l'incredibile storia della Betafence di Tortoreto, storica azienda abruzzese in provincia di Teramo (operativa già negli anni Sessanta con il marchio Metallurgica Adriatica) leader mondiale della produzione di recinzioni metalliche e sistemi di sicurezza. L'azienda fa parte del gruppo multinazionale inglese Praesidiad acquisito dal fondo Carlyle, guidato in Europa dall'italiano Marco De Benedetti. A fine luglio i manager londinesi sono arrivati nella sede di Tortoreto e hanno annunciato, con l'ausilio di una presentazione in PowerPoint, la chiusura dello stabilimento nel 2021. Nel caso della Betafence di Tortoreto - azienda sana, con utili costanti e commesse - il sospetto dei lavoratori e dei sindacati è che si voglia delocalizzare in Polonia. Risultato: 155 operai e impiegati in lacrime, famiglie distrutte, uno sciopero in atto, tutte le istituzioni mobilitate e la paura che altre aziende del territorio - dopo il fallimento della Fonderia Veco di Martinsicuro (da 200 operai a zero) e dell'Atr di Colonnella (150 posti di lavoro a rischio) e la vertenza Selta (80 operai) su cui si deciderà a settembre - seguano la stessa strada, verso la desertificazione generale del nucleo industriale della Val Vibrata. Il Sottosegretario al MISE Alessandra Todde ha assicurato ieri al Presidente dell'Abruzzo che stanno partendo in queste ore le convocazioni del Tavolo di crisi per Betafence, già fissato il 1 settembre alle 16. Siamo andati a casa di Francesco Cornice, operaio che lavora in questa azienda da 36 anni, che - insieme alla moglie - si prepara ad un Ferragosto molto difficile in un anno già segnato dall'emergenza coronavirus.
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