Agorà Estate Cose dell'altra sponda - 10/08/2020

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C'è un fiume in Piemonte da sempre molto frequentato e molto amato sia dagli abitanti delle zone limitrofe, sia dai tanti affezionati che, anche da fuori regione, vi si recano per cercare nelle sue acque refrigerio nelle calde giornate estive. Il fiume è il Sesia, che oltre a separare le provincie di Novara e Vercelli, da qualche giorno divide anche i sindaci delle due sponde. Il corso d'acqua non è infatti elencato tra quelli che la Regione Piemonte individua come "balneabili", ma nessuno ci aveva mai fatto caso. Fino a quando il prefetto competente per una delle due sponde, quella Novarese, ha inviato una comunicazione ai sindaci della sua sponda ricordandogli l'obbligo di segnalare adeguatamente i corsi d'acqua non balneabili. Lettera a cui i sindaci hanno dovuto adeguarsi. Sull'altra sponda, invece, i sindaci del Vercellese, che non avendo ricevuto alcuna comunicazione, sono determinati a sostenere la balneabilità del fiume. Due approcci, un solo fiume. Lorenzo Di Pietro ci racconta questo piccolo spaccato della burocrazia italiana e delle sue interpretazioni, muovendosi tra il comune di Romagnano Sesia, che ha proibito la balneazione, quello di Gattinara, sulla sponda opposta, dove invece il sindaco si fa trovare in costume da bagno intento a uscire dall'acqua e quello di Varallo, pochi chilometri più su, dove un altro sindaco si appella al "buon senso", difendendo il lido e gli ombrelloni piantati dal comune e l'unica spiaggia per naturisti in Italia autorizzata lungo il corso di un fiume. Di Lorenzo Di Pietro
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