Agorà Estate Italiani con l'incubo dei licenziamenti - 31/07/2020

St 20203 min
Salvatore, 49 anni, 3 figli (di 23, 20 e 15 anni) è un operaio della Whirpool. Lavora da vent'anni nell'azienda e da quando è esplosa l'emergenza Covid è rimasto bloccato. Poi da maggio con la ripresa, tra scioperi e ore di solidarietà il suo stipendio è sceso da 1.500-1.600 euro a 900, con 600 euro di spese fisse, tra cui il mutuo. Tutto questo mentre la crisi dell'azienda non finisce e il rischio che abbandoni il sito di Napoli è tuttora presente sul tavolo del Mise. "Io ho paura di perdere il futuro", dice Salvatore. Alessandro, 44 anni, due figli di 14 e 9 anni, è un dipendente di Air Italy, compagnia aerea Air Italy nata due anni fa che dal 25 febbraio non vola più. L'11 febbraio i 1.500 dipendenti (500 a Olbia e il resto a Malpensa) hanno ricevuto un'email nella quale veniva annunciata la messa in liquidazione. Quasi un mese dopo, ha dato il via alla procedura di licenziamento collettivo. Un incubo al momento scongiurato solo dal blocco dei licenziamenti previsto dal decreto Cura Italia dal Governo. Fino al 17 agosto, per ora. E poi? Due storie dell'Italia che ha paura di perdere il lavoro, raccontate da Marco Petruzzelli.
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