L'Italia che fa Insieme contro lo sfruttamento della prostituzione

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Gaia Borgato, 37 anni, presidente dell'associazione MIMOSA di Padova, si occupa di donne vittime di tratta e minori non accompagnati. Non hanno mai interrotto il servizio anche durante il lockdown. Lavorano con tutte le persone che si prostituiscono, difficilmente riescono ad individuare ad occhio le persone vittime di tratta o quelle che scelgono di prostituirsi. Spesso le donne finiscono di pagare il debito ma non hanno alternative e restano in strada. Aspettano che siano loro a maturare questa richiesta di fuoriuscita di sfruttamento, durante il lockdown non sono più uscite in strada per rischio di contrarre virus e anche rischio di controlli. Hanno iniziato a contattarle telefonicamente per capire come stavano, dove erano. Offrono loro servizi sanitari, dal sangue agli esami ginecologici. Durante il lockdown tutte si sono trovate in una situazione di indigenza non potendo esercitare, hanno cominciato a portare le borse spesa a casa durante l'emergenza. Tra mancanza di entrare e reti di sfruttamento, hanno estrema necessità perché hanno contratto debiti enormi. Seguono anche comunità di minori, affiancavano i ragazzi sempre. È rarissimo che escano dalla rete di sfruttamento, a volte un motivo scatenante può essere il voler portare avanti una gravidanza, quando chi le sfrutta vuole fargliela interrompere. Possono entrare in programmi di protezione ma è difficilissimo perché poi tornano in contatto con la famiglia, sono numeri bassi quelli delle persone che ci riescono.
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