Agorà Estate A Bologna viaggio nella nuova poverta' dei penultimi - 07/07/2020

St 20203 min
"Non solo pacchi alimentari. Lavoro e casa, soprattutto". A Bologna sono queste le parole d'ordine della solidarietà per combattere la fame che nei mesi del Covid è diventata ancora più nera e più estesa. A presentarci ad un tempo il drammatico affresco della povertà ai giorni del Covid e nella città delle due Torri e l'efficiente rete di solidarietà che in questi mesi di pandemia 2020 si è realizzata è il Cardinale Matteo Maria Zuppi, Arcivescovo della città che ha ricevuto Tommaso Giuntella e Giuseppe De Masi nella sede della curia Arcivescovile. "Oggi la povertà - ci dice il Cardinale Zuppi - non colpisce più gli ultimi ma anche i penultimi: la maggior parte di nuovi poveri sono fra loro. È un fenomeno che già la crisi economica ci ha fatto conoscere ma che la pandemia ha fatto dilagare. Gli inviati di Agorà Estate si spostano quindi nella sede messa a disposizione dal Comune di Bologna per il progetto di alta e finalizzata solidarietà sociale frutto della collaborazione fra Arcidiocesi, Città Metropolitana e Comune per combattere e finalizzare la tragica esperienza della nuova dilagante povertà. Un ufficio di collocamento autogestito che cera e trova lavoro e dimora a chi non li ha più. Affidati a una sorta di "navigator solidali" di elevata professionalità e capacità di intervento. Da ultimo i nostri inviati si spostano nei locali prima della Caritas e poi dell'Antoniano dove a pranzo e a cena c'è la fila di persone di diversa estrazione sociale, colore della pelle, lingua e nazionalità documentari che ricevono pasti gratis. A pranzo vengono consegnati "pacchi alimentari" da portare via. A cena viene organizzata e servita la "cena delle famiglie", dove i nuclei familiari sono serviti a tavola come al ristorante. Per farli sentire più a loro agio. Ed aiutarli a combattere la vergogna che "è una delle cifre - ci dice ancora il cardinale Zuppi- che caratterizza molto la nuova povertà dei penultimi. Di Tommaso Giuntella e Giuseppe De Masi
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