Sermonti legge Dante Paradiso, canto XVIII: Già si godeva solo del suo verbo

Cacciaguida invita Dante Alighieri a guardare le anime che popolano i bracci della croce indicando, fra gli altri, Giosuè e Carlo Magno. Dante si rivolge poi verso Beatrice e nota che la luce è cambiata, poiché dal vermiglio cielo di Marte si è passati al candore del cielo di Giove. Gli spiriti si muovono formando 35 fra lettere e consonanti a formare la scritta "Diligite iustitiam qui iudicatis terram" per poi disporsi a forma di aquila. Dante prega le anime di questo cielo di punire coloro che agiscono ingiustamente e inveisce contro Giovanni XXII.
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