Sermonti legge Dante Paradiso, canto XVI: O poca nostra nobiltà di sangue

Dante Alighieri, inorgoglito dall'aver appreso le sue discendenze nobili, pone al suo avo Cacciaguida quattro domande: chi siano i suoi antenati, in che anno sia nato, quanti erano i Fiorentini all'epoca e quali fra loro erano i più illustri. Dopo aver brevemente risposto alle prime tre domande, Cacciaguida parla della cittadinanza fiorentina allora ancora "pura", solo in seguito "sporcatasi" mescolandosi con gente proveniente dal contado. In seguito, un lungo elenco di metafore a descrizione delle famiglie più in vista, fra cui le casate Amidei e Buondelmonti da cui è derivata poi la faida fra Guelfi e Ghibellini.
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