Agorà Estate

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Sarà anche colpa del Covid-19 ma la rivoluzione del reddito di cittadinanza è ferma alla fase 1. La gente prende i sussidi ma di lavoro nemmeno l'ombra. I percettori del reddito di cittadinanza con i requisiti da lavoro hanno più o meno tutti ricevuto una chiamata dei centri dell'impiego. Dei 2,5 milioni che prendono l'assegno circa un milione potrebbe lavorare. Però finora solo 65 mila persone hanno avuto un contratto e moltissimi sono a tempo determinato. Il che vuol dire che finito il lavoro tornano sotto l'ombrello del reddito di cittadinanza. Intanto, causa Covid-19, i centri dell'impiego di Roma sono chiusi, solo quello di Primavalle apre, ma solo su appuntamento. Sulle porte del centro di Cinecittà ci sono i numeri di telefono di reperibilità, ma se si prova a chiamare sono inesistenti. I navigator affermano di continuare a lavorare, facendo formazione a distanza e aiutando i percettori a iscriversi al portale MyAnpal che dovrebbe incrociare la domanda delle imprese e l'offerta. Ma in realtà l'app Anpal che doveva nascere non c'è, non ci sono neanche le offerte per i lavori di pubblica utilità, quelli da fare mentre si attende un lavoro vero. Insomma tutto fermo. In Puglia su 65 mila potenziali lavoratori solo una decina di persone hanno ricevuto un'offerta di lavoro a tempo indeterminato. Di Anna Di Russo.
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