Italiani con Paolo Mieli Gino Bartali, il campione giusto

St 2020
Una storia di un uomo e di un campione detto "Ginettaccio", per il suo carattere un po' burbero, ma anche "L'uomo d'acciaio", "Gino il Pio", "L'intramontabile". A raccontare il grande campione di ciclismo , insieme a preziose immagini d'archivio, il figlio Luigi, la nipote Lisa Bartali e una firma indimenticabile del giornalismo italiano, Gianni Mura, recentemente scomparso. Rivive, così, il Bartali delle prime pedalate, delle vittorie al Giro d'Italia e del Tour de France negli anni Trenta, della rivalità con Fausto Coppi, degli anni difficili della guerra durante quali – da fervido credente, iscritto all'Azione Cattolica - si mette al servizio di una rete clandestina per il salvataggio degli ebrei facendo molte volte il tragitto tra Firenze e Assisi in bicicletta, a rischio della propria vita, per trasportare documenti falsi e contribuire così al salvataggio di circa 800 persone. Un impegno per il quale gli fu conferita la Medaglia d'oro al Merito civile e venne dichiarato da Israele "Giusto tra le nazioni", anche se – ricorda la nipote Lisa – non parlava mai, in casa, di quello che aveva fatto. Anche perché - amava dire - "il bene si fa ma non si dice".
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