Sermonti legge Dante Paradiso, canto II: O voi che siete in piccioletta barca

Beatrice e Dante Alighieri raggiungono il cielo della Luna, dove il poeta ha la sensazione di essere avvolto in una nube adamantina. Il poeta chiede a Beatrice una spiegazione sulle macchie lunari esponendo la sua tesi che queste dipendano dalla diversa densità delle sue parti. Dopo la confutazione di questa credenza erronea, Beatrice fornisce la spiegazione metafisica del fenomeno: la luminosità varia come varia la forza della virtù e dell'influsso celeste, così come il moto, sempre dipeso dalle intelligenze angeliche.
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