Agorà Mose, ritardi nei pagamenti, le imprese minacciano lo stop - 14/02/2020

St 2019/204 min
"Dal prossimo giugno, in caso di emergenza acqua alta, il Mose potrà entrare in azione", aveva annunciato il sindaco di Venezia, Luigi Brugnaro, soltanto il 26 novembre scorso. D'accordo i vertici del Ministero delle infrastrutture. Però le imprese che lavorano per il Consorzio Venezia Nuova ci dicono altro: a fine febbraio 2020 i lavori del Mose rischiano di bloccarsi. Le imprese hanno scritto una lettera agli amministratori straordinari, al provveditorato e ai ministeri competenti, i lavori si potrebbero fermare del tutto vista "l'assenza dei necessari finanziamenti, nonché la mancata certezza degli effettivi termini di liquidazione delle attività ad oggi eseguite". Che mettono "seriamente a repentaglio la continuità aziendale delle imprese coinvolte e, conseguentemente, il mantenimento degli attuali livelli occupazionali che ad oggi, vai bene sottolineare, consistono in un migliaio di posti di lavoro". L'opera faraonica costata il triplo dell'Autostrada del Sole, rimane pronta al 93%, ma permangono dubbi sul buon funzionamento nel tempo, e sui costi di manutenzione che, nei quindici e passa anni passati dall'inizio dei lavori, sono lievitati fino a 80-100 milioni previsti oggi. E dubbi ci sono anche sui finanziamenti, in teoria stanziati ma non disponibili come "cassa". Di Alfonso Iuliano.
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