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La Grande Storia - Parigi 1919, la pace impossibile - RaiPlay

Parigi 1919, la pace impossibile

St 201926 min
La crisi del '29 ebbe un impatto violentissimo anche sulle fragili economie degli Stati Europei che erano riusciti a risollevarsi dalla catastrofe anche economica costituita dalla Prima Guerra Mondiale, soprattutto grazie agli ingenti crediti statunitensi. Ma facciamo un passo indietro... Dicembre, 1918: il presidente americano Woodrow Wilson arriva in Europa per partecipare alla Conferenza di Pace che si aprirà a Parigi il 19 gennaio del 1919. Durante i negoziati si scontrano due tesi. Da una parte i 14 punti di Wilson, che ha promesso una pace senza vincitori né vinti. Dall'altra la volontà del primo ministro francese Georges Clemenceau di imporre alla Germania condizioni di pace durissime per impedirle di poter minacciare nuovamente la Francia. A prendere le decisioni sono i cosiddetti "big four", i quattro rappresentanti delle potenze vincitrici (Wilson per gli Stati Uniti, Clemenceau per la Francia, Lloyd George per l'Inghilterra e Vittorio Emanuele Orlando per l'Italia). I rappresentanti dei Paesi sconfitti verranno convocati a Versailles soltanto il 28 giugno del 1919, per la firma del Trattato. Le durissime condizioni imposte alla Germania saranno fra le cause della crescita dei movimenti ultra-nazionalisti e l'abolizione del Trattato di Versailles diverrà uno dei principali temi della propaganda nazista di Adolf Hitler. In questo senso, per molti storici la Pace di Versailles ha contribuito, insieme anche alla crisi economica provocata dal crollo di Wall Street del '29, a creare le condizioni che hanno portato all'ascesa del nazismo e quindi allo scoppio della Seconda Guerra Mondiale.
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