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Passato e Presente St 2018/19 L'impresa di Fiume

"La parola del nostro proposito è: 'Delenda Jugoslavia'. Ed è la parola della nostra salute. Ed è una parola di terribile importanza nazionale, com'era per Roma quella dell'Uticense. Lasciar fuggire l'occasione di dare un colpo decisivo all'avversario inconciliabile, perdere l'ora opportuna di stabilire il nostro predominio sul nostro mare con un'azione audace e sagace, è - secondo me - un vero delitto contro la patria inferma". Parole dalla lettera inedita al ministro degli Esteri italiano Carlo Sforza con cui Gabriele D'Annunzio sollecitava il nostro Paese a dare seguito all'impresa del 12 settembre 1919: l'occupazione della città di Fiume con alcuni legionari. Una lettera - proveniente dall'Archivio storico diplomatico del Ministero degli Esteri - che Rai Cultura propone in questa puntata di "Passato e Presente" dedicata all'impresa di Fiume. Ospite di Paolo Mieli, il professor Francesco Perfetti. L'avventura dell'occupazione durerà più di un anno e vedrà il piccolo porto dell'Adriatico diventare il centro di esperimenti politici ("il disegno in questi giorni laboriosamente concordato fra Italiani, Albanesi, Croati e Montenegrini" - come scrive D'Annunzio, o la cosiddetta "Carta del Carnaro"), e di ardite sperimentazioni poetiche e artistiche. L'impresa terminerà alla fine del 1920 e, nonostante la sua breve durata, resterà uno snodo cruciale per la storia italiana, in particolare per quella generazione reduce dall'esperienza della Grande Guerra.

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