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Passato e Presente St 2018/19 Gorbaciov: fine di un impero

11 marzo 1985. In Unione Sovietica Mikhail Gorbaciov viene eletto segretario generale del PCUS, la carica più alta nella gerarchia del partito e del paese. È il primo leader sovietico a essere nato dopo la Rivoluzione d'Ottobre. Un personaggio analizzato dal professor Adriano Roccucci con Paolo Mieli in questa puntata di "Passato e Presente". Le due parole d'ordine del suo piano di riforma sono "perestrojka" e "glasnost", ossia "Ristrutturazione" e "Trasparenza", a fronte di un Paese in crisi, soffocato da burocrazia, dogmatismo ideologico e corruzione. L'apertura all'Occidente, uno dei tratti distintivi della politica di Mikhail Gorbaciov, a partire dall'incontro con Margaret Thatcher nel 1984, un anno prima di essere eletto segretario generale, e nello specifico la sua capacità di instaurare rapporti politici e umani con Ronald Reagan, condurrà a una serie di accordi per la limitazione delle spese militari, contribuendo indirettamente al crollo del muro di Berlino e alla fine della Guerra Fredda. Ma il suo piano di riforme non dà i risultati sperati. Nell'URSS della "perestrojka" le merci e i beni di consumo scarseggiano; le Repubbliche Sovietiche vogliono e ottengono l'indipendenza. Il 25 dicembre 1991 Mikhail Gorbaciov, dopo un fallito golpe ai suoi danni, si dimette dalla carica di presidente: è la fine del suo progetto di riforme, e la fine di un impero.

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