Per una completa fruizione ti consigliamo di utilizzare l'app RaiPlay o di aprire la pagina con il tuo browser di sistema utilizzando il menù in alto a destra

Passato e Presente St 2018/19 Gli amici inglesi di Hitler

Quando Hitler sale al potere in Inghilterra pochi lo considerano una minaccia. È opinione diffusa che la Germania sia stata ingiustamente umiliata dal Trattato di Pace di Versailles. Così, a metà degli anni Trenta, di fronte alle rivendicazioni territoriali del Führer, gli inglesi danno inizio a una politica di "appeasement", ossia di pacificazione, con la ricerca a oltranza di un accordo con la Germania, anche perché, in quegli anni, nulla è più temuto dell'eventualità di un nuovo conflitto mondiale. Addirittura in Inghilterra c'è un piccolo, ma attivo, gruppo di aristocratici che manifesta un'aperta simpatia per il regime nazista, visto come baluardo contro i sovietici. Alcuni di questi uomini - come il politico Lord Londonderry o Lord Rothermere, editore del Daily Mail e Daily Mirror - intraprendono una personale azione diplomatica per avvicinare la Gran Bretagna alla Germania. Dei cosiddetti "amici inglesi di Hitler" parlano Paolo Mieli e il professor Ernesto Galli della Loggia in questa puntata di "Passato e Presente". Quando sul finire degli anni Trenta le mire espansionistiche del Terzo Reich diventano concrete, sarà il primo ministro Neville Chamberlain a compiere le ultime, fallimentari azioni di "appeasement" con Hitler. Tra i pochi a opporsi fin dall'inizio a questa politica c'è Winston Churchill, che sventerà l'ultimo tentativo di pacificazione nel giugno 1940, a guerra già iniziata.

Torna su