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Passato e Presente St 2018/19 1933, il rogo dei libri

La sera del 10 maggio 1933, nella piazza del Teatro dell'Opera di Berlino, il ministro della Propaganda del Terzo Reich, Joseph Goebbels, organizza un grande rogo rituale in cui vengono bruciati i libri sgraditi al nazismo. Per Adolf Hitler, il consolidamento del potere non passa solo attraverso la soppressione della democrazia e del regime parlamentare, ma anche attraverso la conquista della cultura. In questa puntata di "Passato e Presente", Paolo Mieli ne parla con il professor Emilio Gentile . Il cubismo, il dadaismo, l'impressionismo, l'espressionismo, e tutti i movimenti conosciuti come Avanguardie - che sovvertono la tradizione elaborando proposte di rottura col passato - sono considerati pericolosi perché mirano a stravolgere i valori fondanti della razza ariana. Il Terzo Reich intende proporre una cultura di Stato alternativa a quella degenerata, una cultura vincolante e totalitaria in grado di esprimere l'identità e lo spirito del popolo tedesco. Gli artisti diventano veri e propri funzionari pubblici il cui compito è quello di formulare sintesi perfette di idee, immagini, simboli, in grado di diffondere l'ideologia nazista. L'innovazione, la sperimentazione, la modernità vengono bandite in nome di un ritorno a un passato idealizzato paragonabile a un'età dell'oro in cui la superiorità della razza ariana non era compromessa da quella semitica. La produzione culturale e artistica del Terzo Reich, dalla fine dell'epoca nazista, verrà totalmente esclusa dalla Storia dell'arte e della letteratura.

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