Passato e Presente Legge Acerbo: Notte del Liberalismo

ItaliaSt 2018/19
La riforma maggioritaria del 1923, la cosiddetta legge Acerbo, è una delle leggi elettorali italiane che hanno avuto vita più breve: resta in vigore, infatti, unicamente per le elezioni dell'aprile 1924. Eppure, nessun'altra riforma elettorale ha avuto conseguenze politiche più profonde, non solo sui rapporti di forza all'interno del Parlamento, ma anche sull'assetto istituzionale del Paese. Un tema approfondito dal professor Giovanni Sabbatucci e da Paolo Mieli in questa puntata di "Passato e Presente". L'entrata in vigore della legge Acerbo rappresenta una tappa decisiva nell'affermazione del regime, ancor più della marcia su Roma, che aveva lasciato ampi margini per un ritorno alla normalità statutaria, e persino più della crisi Matteotti, che, invece, si verifica quando ormai gli spazi di manovra sono pressoché nulli, in una Camera ormai dominata dalla maggioranza fascista. A rendere possibile una simile svolta non è soltanto l'abilità politica di Benito Mussolini, ma anche l'acquiescenza e l'atteggiamento autolesionistico della classe dirigente liberale, che assiste inerte al passaggio dalla democrazia rappresentativa a una sorta di democrazia autoritaria e plebiscitaria.
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