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Passato e Presente St 2018/19 I servi della gleba

"La casa di Dio che si crede una, è dunque divisa in tre: gli uni pregano, gli altri combattono, gli altri infine lavorano. Coloro i quali lavorano sono chiamati servi". Questo passo dello storico Adalberone di Laon restituisce un'immagine della società intorno all'anno Mille, uno specchio abbastanza fedele della cosiddetta "prima età feudale". Ne parlano lo storico medievista Alessandro Barbero e Paolo Mieli in questa puntata di "Passato e Presente". Nell'Italia in cui si stanziano i Longobardi, dopo la dissoluzione dell'impero romano, la maggior parte dei contadini non sono più schiavi: sono ex-schiavi, liberti, nel sistema longobardo detti aldii. Costoro sono uomini liberi, ma per le leggi degli imperatori romani, conservate dai re longobardi, non possono abbandonare la terra che lavorano. E' quest'obbligo verso la terra che secoli dopo spingerà i giuristi del basso Medioevo a inventare la figura del "servo della gleba", un contadino cioè che non è schiavo di un padrone, ma è legato alla terra (la "gleba") che coltiva. Una figura giuridicamente complessa, che si colloca a metà tra lo schiavo e l'uomo libero.

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