Per una completa fruizione ti consigliamo di utilizzare l'app RaiPlay o di aprire la pagina con il tuo browser di sistema utilizzando il menù in alto a destra

Passato e Presente St 2018/19 Le origini dell'antisemitismo nazista

L'antisemitismo affonda le proprie radici nei primi secoli del Cristianesimo. Ne parlano il professor Emilio Gentile e Paolo Mieli in questa puntata di "Passato e Presente". Con il tempo un pesante bagaglio di leggende, di odi e di calunnie si accumula sulle spalle del popolo di Davide che viene discriminato ed emarginato in tutti i paesi del Vecchio Continente. In Germania, nel XIX secolo, l'odio razziale si intreccia con l'ideologia del Volk, nata dall'aspirazione all'unità nazionale, conquistata solo nel 1871. Il popolo per eccellenza, per i tedeschi, è l'ariano, i cui i tratti esteriori sono il supposto riflesso delle qualità interiori. E' soprattutto il radicamento nella nazione a garantirne la superiorità morale e spirituale. Nulla, però, fa presagire quello che il Terzo Reich sarà capace di fare solo qualche decennio più tardi con l'obiettivo della distruzione del popolo ebraico. Un obiettivo da ottenersi attraverso le armi, sui campi di battaglia, e con una bonifica razziale pianificata, affidata all'efficienza burocratica di carnefici altamente specializzati, all'interno dei campi di concentramento. Questo è quanto viene stabilito dalla conferenza di Wannsee, nel gennaio 1942, quando l'antisemitismo, da teoria razziale e poi pratica politica, diventa morte sistematica.

Torna su