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Passato e Presente St 2018/19 Mutilati del corpo e dell'anima

Nella Grande guerra intere generazioni morirono nelle trincee, sotto le bombe dell'artiglieria e i proiettili delle mitragliatrici. Solo in Italia 600 mila morti, un milione di feriti gravi, tra cui 500mila mutilati. Sono numeri mai visti prima, come raccontano la professoressa Barbara Bracco e Paolo Mieli in questa puntata di "Passato e Presente". I proiettili dilaniavano i corpi, frantumavano gli arti, distruggevano i volti. La classe medica non aveva mai visto simili devastazioni fisiche, al punto che i sanitari impegnati in prima linea ebbero enormi difficoltà a fronteggiare gli orrori della guerra. Già dopo i primi mesi la sanità militare è al collasso al punto che vengono mobilitati per il fronte anche gli studenti di medicina. Ma sarà proprio la necessità di far fronte a questa carneficina che paradossalmente promuoverà progressi importantissimi in campo medico. E' evidente all'Istituto ortopedico Rizzoli (IOR) di Bologna dove sono conservati documenti di grande valore storico e clinico: sono le cartelle cliniche dei ricoverati provenienti dai fronti del Carso e del Trentino fra il 1915 e il 1922. Ma non ci sono soltanto i feriti da arma da fuoco o da schegge di bomba. Ci sono anche quelli che sono stati chiamati i mutilati dell'anima. I giorni passati in trincea al gelo accanto a cadaveri ed escrementi tra le bombe e le raffiche di mitraglia producono shock e comportamenti mai visti prima dai medici. Le diagnosi sono le più diverse: neuropatie, neurastenia, isterismo, mutismo da choc, stati depressivi, stati di eccitamento, epilessia psichica, alcolismo cronico, paranoia, demenza precoce. Molti di questi disgraziati vengono inviati nel manicomio di Reggio Emilia dove psichiatri impreparati non possono che rispedirli al fronte o accusarli di simulazione. Moltissimi saranno per questo fucilati.

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