varNewdfp = "(none)" 
QSTRING = "/video/2018/06/La-Grande-Storia-Dietro-la-prima-linea-4d6c0228-b563-4c81-8dbf-934085749be4-ssi.html"
La Grande Storia - Dietro la prima linea - 06/07/2018 - video - RaiPlay
Per una completa fruizione ti consigliamo di utilizzare l'app RaiPlay o di aprire la pagina con il tuo browser di sistema utilizzando il menù in alto a destra

La Grande Storia St 2018 Dietro la prima linea - 06/07/2018

"La guerra dei liberatori", di Ilaria Degano, è una guerra che si conosce bene, ma a raccontarla stavolta saranno proprio i cineoperatori, i giornalisti e i fotografi americani che quella guerra l'hanno vissuta davvero. Volti famosi come quelli di Bob Capa e di Ernest Hemingway e altri meno noti. Attraverso straordinarie e spesso inedite immagini restaurate e colorizzate, oltre ai combattimenti, si vedrà il dietro le quinte dell'avanzata: la macchina da guerra americana e la felicità delle popolazioni liberate. Ma anche la disperazione dei civili tedeschi che guardano gli alleati entrare nelle loro città oramai trasformate in cumuli di macerie. La guerra raccontata dalla propaganda. Anche i tedeschi hanno i loro cineoperatori impegnati su ogni fronte: sono le "Propaganda Kompanien", un corpo voluto fin dal 1938 da Joseph Goebbels, raccontate da Elio Mazzacane. Il documentario seguirà quattro di questi cineoperatori attraverso le loro immagini girate per tutto il corso della guerra: dall'invasione della Polonia alla conquista di Parigi, dalla Libia a Stalingrado. Immagini belle e affascinanti, ma pur sempre immagini di propaganda. Pensate, scelte e orientate secondo una precisa ideologia: quella nazista. "Stupri di guerra" di Nietta La Scala racconta cosa succede quando un esercito sfonda il fronte e occupa il territorio nemico. In questi casi, a una guerra spesso se ne aggiunge drammaticamente un'altra, altrettanto violenta e infinitamente più vigliacca: quella degli stupri perpetrati, in maggior parte alla popolazione civile, dalle truppe di occupazione. Ogni guerra, ogni battaglia, ogni faida avvenuta durante tutto il Novecento ha avuto questo penoso strascico. Si è dovuto aspettare il 2008 perché il consiglio di Sicurezza dell'ONU condannasse con la Risoluzione 1820 l'uso dello stupro come arma di guerra. Un atto forse simbolico, sicuramente necessario.

(none)

Torna su