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Passato e Presente St 2017/18 Guglielmo Giannini, l'uomo qualunque

E' il 27 dicembre 1944. Mentre al Nord si combatte ancora contro i nazifascisti, nella Roma ormai liberata, esce un nuovo settimanale che nel giro di una mattina vende 25.000 copie: L'Uomo Qualunque. Nella testata, una grande vignetta disegnata da Giuseppe Russo, un vecchio caricaturista, raffigura, dietro una "U" in rosso, un uomo sotto un torchio manovrato da mani ignote. Sembra un giornale umoristico ma la nota in quarta di copertina spiega che così non è.In questa puntata, Paolo Mieli e il professor Giovanni Sabbatucci raccontano l'avventura di Guglielmo Giannini. Autore di tutti gli articoli di quel primo numero, fondatore e direttore del periodico è un canzonettista, commediografo, sceneggiatore e giornalista abbastanza noto: Guglielmo Giannini. Il nuovo periodico, che nel 1946 diventa il giornale più venduto d'Italia, si pone dalla parte della conservazione e con salaci invettive e insulti volgari, si scaglia contro il sistema partitico nascente, cui contesta di essere al potere e il diritto a condurre l'epurazione. Ben presto però, a Giannini la satira non basta più: è giunto il momento di agire e di fare del movimento intorno al suo settimanale una forza concreta in grado di cambiare davvero le cose. Nell'agosto del 1945, nasce il Fronte dell'Uomo Qualunque, "il partito degli antipartito", la cui avventura politica, dopo aver ottenuto un sorprendente successo alle elezioni del 1946, si conclude altrettanto rapidamente. Giannini muore a Roma il 13 ottobre 1960 e con lui se ne va anche L'Uomo Qualunque, con un ultimo numero, dedicato alla memoria del fondatore.

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