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Speciale Tg1 St 2017/18 "C'era una svolta / 1968" - 06/05/2018

Tra i tanti anniversari a cifra tonda del 2018, il Sessantotto sembra mantenere il suo carattere divisivo, che oscilla tra adesione e rifiuto, nostalgia e rimozione, modernità e conservazione. Una morsa che ha condizionato la riflessione storica nel corso del mezzo secolo che abbiamo alle spalle, e che ha finito col trasformare il '68 in una specie di cold case, di caso irrisolto. E' possibile, cinquant'anni dopo, indagare senza pregiudizi l'ultima rivoluzione italiana? Prova a rispondere C'era una svolta, Speciale Tg1 di Amedeo Martorelli, un viaggio che inizia con una citazione "pop" di Homer Simpson sul '68, che trasuda di rassegnata nostalgia verso gli anni Sessanta e finisce con Shel Shapiro, una delle icone della contestazione giovanile di quegli anni, che chiude il viaggio in quell'incanto libertario che fu per lui il Sessantotto con un "Arrivederci alla prossima rivoluzione". Poi Valle Giulia, sinonimo del '68 romano e italiano, con un testimone d'eccezione: l'attore e regista Michele Placido che all'epoca faceva il poliziotto e che partecipò agli scontri con un elmetto e un manganello in mano. Dacia Maraini che rilegge il '68 attraverso il caso del poeta Aldo Braibanti condannato a 9 anni di reclusione per una relazione omosessuale. Il '68 di Nanni Cagnone, scrittore schivo e geniale, che per la prima volta parla della sua esperienza manicomiale avvenuta prima che la legge Basaglia liberasse i "matti" dalle pratiche violente, umilianti e anche al limite della tortura che nei manicomi di allora non erano affatto l'eccezione.

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