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Passato e Presente - Gli Scout e la Resistenza St 2017/18 - Gli Scout e la Resistenza

Il tentativo di Mussolini di "fascistizzare" la gioventù italiana legata alle organizzazioni cattoliche: tra il 1927 e il 1928, il governo scioglie tutte le formazioni e organizzazioni non facenti capo all'Opera Nazionale Balilla, comprese le organizzazioni scoutistiche. Una decisione analizzata da Paolo Mieli e dal professor Agostino Giovagnoli in questa puntata di "Passato e Presente". Il papa Pio XI intuisce il pericolo che corre la Chiesa e decide di trovare un accordo con il regime. Così l'11 febbraio 1929 vengono firmati i Patti Lateranensi. Malgrado l'accordo raggiunto, Mussolini punta al controllo totale delle masse giovanili e della loro educazione. Dopo la momentanea chiusura dei circoli dell'Azione Cattolica e l'enciclica "Non abbiamo bisogno", il regime e la Santa Sede giungono ad un ulteriore compromesso nel settembre del 1931. Non tutto il mondo cattolico però è concorde nella scelta di scendere a patti con il regime. Da tempo esistono in Italia delle minoranze che si oppongono al fascismo continuando segretamente le proprie attività associative. Ne sono un esempio le esperienze scout clandestine come quelle delle Aquile Randagie in Lombardia o quelle dei riparti romani. Fra queste storie spicca quella del gruppo di Piazza Montecitorio, che fa capo a Don Paolo Pecoraro, e che dall'8 settembre 1943 prende parte attivamente alla guerra di Liberazione.