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Italiani con Paolo Mieli St 2017 Elio Fiorucci: Stato libero

Fiorucci è il nome di un uomo, di un modo di vedere il mondo, di un progetto imprenditoriale che ha cambiato la storia della moda italiana e non solo. Fiorucci è il nome di un fenomeno d'avanguardia che, a partire dalla fine degli anni Sessanta, ha rivoluzionato il Pop. Fiorucci è un mondo dentro il quale convivono tante parti di mondo, culture, tendenze, innovazioni, arti. Fiorucci è l'universo magico dei suoi concept store, da quello di Milano a quello di New York, passando per Tokyo, Sydney e Los Angeles. Fiorucci è la moda. È la velocità con cui cambiano le mode. È la creatività capace di creare un territorio in cui la cultura e i consumi non sono più scissi. Lo stilista diventa egli stesso un'icona del mondo che rappresenta. Perché le novità che propone coincidono con i desideri degli acquirenti, perché è un cosmopolita che quando viaggia non entra solo nei musei, ma si incanta, come fa la generazione del rock e del pop, davanti alle minigonne di Mary Quant, ai kilt riadattati, alle pianelle cinesi, ai montoni afgani, ai camicioni messicani, e soprattutto davanti alle pubblicità americane della Coca-Cola, delle donnine con le forme a cuore, delle ragazzine con i calzettoni, le treccine e le magliette a righe. Fiorucci regala sogni quotidiani, perché nei suoi negozi fa circolare il sound dei Beatles, offre caffè, ha un mercatino dell'usato, perché ha fatto dei suoi store posti meravigliosi in cui trascorrere il pomeriggio. Fiorucci vince perché fa. Fa il nuovo sintonizzandosi sul movimento della società, proponendo stili di vita, mai mode. Vince perché propone la felicità, da sempre simbolo del suo modo di essere: dagli angioletti vittoriani degli esordi ai nanetti del periodo di Love Therapy, dalle manette di peluche alle t-shirt con Topolino, Fiorucci costruisce un mondo ludico, infantile e malizioso allo stesso tempo, favolistico ma anche immerso nella realtà.

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