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Agorà Ovada: casa comune del 24/03/2017

Un servizio di Alfonso Iuliano - Ovada, poco più di undicimila abitanti nell'alto Monferrato. Una famiglia come tante, padre, mamma e due figli: uno di 13 anni e un altro maggiorenne. Alle spalle una vita di traslochi e sfratti, l'ultimo esecutivo, che li ha messi letteralmente in ginocchio. Se non fosse per i rifugiati, ora saremmo in mezzo alla strada"; già perché, la famiglia in mancanza di un alloggio popolare è stato ospitato in una struttura gestita dal Comune, in coabitazione con 32 profughi nordafricani. All'inizio eravamo diffidenti, ma i ragazzi ci hanno fatto cambiare idea - racconta il marito, un ex artigiano edile 50enne - hanno imbiancato i muri prima del nostro arrivo e si sono offerti di dare una mano a traslocare. Con nostro figlio si comportano come fratelli maggiori. Ci siamo conosciuti e ci siamo capiti, perché stiamo affrontando le stesse incertezze. Il racconto è di Alfonso Iuliano.

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