Per una completa fruizione ti consigliamo di utilizzare l'app RaiPlay o di aprire la pagina con il tuo browser di sistema utilizzando il menù in alto a destra

Sfide St 2016 La convinzione nei propri mezzi

"Io sono il più grande. L'ho detto persino prima di sapere di esserlo". La terza puntata di Sfide olimpiche comincia con la frase simbolo di Cassius Clay-Mohammad Alì probabilmente l'icona più importante dello sport di tutti i tempi. La grandezza di Alì e la sua forza sono la testimonianza più imponente di che cosa possa fare per uno sportivo la convinzione nei propri mezzi. E la convinzione nei propri mezzi è il tema della puntata. Si parte da Alì, raccontato con immagini storiche e contributi eccezionali, andando a scavare nella memoria e nelle emozioni che un personaggio così ha saputo suscitare in tre generazioni. Il viaggio di Sfide ci porta poi ad un'altra storia incredibile, quella di Michael Jonhson, il velocista americano che tolse il record dei 200 metri a Pietro Mennea dopo 17 anni. Imperdibile il racconto in prima persona di Wladyslaw Kozakiewicz, il saltatore con l'asta polacco che nel 1980 sfidò l'Unione Sovietica a Mosca battendo un atleta sovietico e rispondendo al pubblico con un gesto passato alla storia come l'inizio della ribellione della Polonia nei confronti del dominio dell'Urss. Altre due storie di convinzione nei propri mezzi sono quella della sovietica Olga Korbut, che nel 1972 fu la prima ginnasta della storia a eseguire un salto mortale all'indietro passato alla memoria come Korbut Flip e del fondista americano Billy Mills, primo statunitense a vincere l'oro in una disciplina non di velocità, a Tokyo nel 1964. Si passa poi alla straordinaria impresa dell'Italbasket, che ad Atene 2004 riuscì ad arrivare all'argento olimpico, dopo aver superato la Lituania in una semifinale storica. A raccontarla, i protagonisti Gian Marco Pozzecco, Giacomo Galanda, Gianluca Basile e dal ct di quella Nazionale Charlie Recalcati.

Torna su