La Grande Storia Rotocalco

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Si comincia con "Firenze 1966: l'alluvione". Nella notte tra il 3 e il 4 novembre 1966 l'Arno straripa a Firenze, e il mondo rischia di perdere per sempre la culla del Rinascimento. La città è sommersa da acqua e fango: case, negozi, chiese e musei, da Santa Croce, dove il Cristo di Cimabue resta 9 ore immerso nell'acqua, agli Uffizi, da Santa Maria Novella alla Biblioteca Nazionale dove l'acqua penetra nei sotterranei impregnando libri antichi e manoscritti. 35 morti; 70.000 famiglie alluvionate; 6.000 negozi distrutti. E poi 4.000.000 di libri; 14.000 opere d'arte danneggiate o distrutte. Lo Stato sottovaluta il problema e interviene in ritardo. La città decide allora di fare da sola, Il sindaco Bargellini organizza un centro raccolta viveri allo Stadio Comunale, si uniscono negli aiuti le case del popolo e le parrocchie. Si mobilitano anche gli studenti universitari fiorentini, a cui si uniscono 12.000 ragazzi arrivati da ogni parte d'Italia e dal resto del mondo: sono gli "angeli del fango". Il secondo racconto è "Socialismo: l'ultima utopia". Il 15 agosto 1892 si riuniscono nella Sala Sivori di Genova le Camere del Lavoro e le Leghe contadine di tutta Italia per fondare il Partito dei Lavoratori, che diventerà di lì a poco il Partito Socialista Italiano. Il vero vincitore del Congresso è Filippo Turati che riesce a fa nascere il partito dopo la separazione con gli anarchici. Le scissioni e le separazioni saranno una costante del Partito Socialista. Dopo quella con gli anarchici nel 1892 ci sarà quella di Bissolati nel 1911, poi quella comunista nel 1921, seguita nel 1922 da quella dei Socialisti Unitari di Turati e Matteotti, nel 1947 c'è poi la scissione dei socialdemocratici e infine quella dei "carristi" del 1964. E' un partito che si separa e si scinde perché al suo interno la discussione e il conflitto sono sempre stati forti fino ad arrivare appunto alla rottura. Il partito nasce nel 1892 e muore di fatto nel 1994.
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