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Sereno Variabile St 2017/18 - Trieste - 21/10/2017

Da secoli crocevia di culture, etnie e religioni, contesa in varie epoche dalle nazioni confinanti, tornata completamente italiana soltanto nel 1954, Trieste non smette di affascinare per il caleidoscopio storico che quasi stordisce il visitatore. Sempre bellissima e unica con le sue piazze lambite dal mare, i suoi salotti all'aperto, i suoi caffè, Trieste sembrava appena qualche anno fa destinata ad un impietoso declino anagrafico, una città in pieno risveglio, dinamica e "giovane", pronta a raccogliere la sfida di Capitale Europea della Scienza, titolo che le è stato già assegnato e che diventerà pienamente operativo nel 2020. Giovanni Muciaccia va alla ricerca proprio di questa Trieste inedita, visitando il museo interattivo "Science Center Imagination", il curioso "Museo della Bora", che custodisce la memoria storica dell'inscindibile rapporto della città con il vento del nord e la mostra sull'estetica Liberty ospitata, fino a gennaio prossimo, nelle scuderie del Castello di Miramare. Tra la tradizione gastronomica dei Buffet e delle Osmize, le antiche locande di origine slovena che accoglievano il viandante, Osvaldo Bevilacqua visita la più antica bottega/emporio della città, ricca di curiosità scomparse dal commercio, e i caffè letterari, tipica eredità austroungarica. Infine, a sottolineare lo spirito di Trieste, città della convivenza e del rispetto tra i popoli, le telecamere di "Sereno Variabile" conducono nella Sinagoga e nella Basilica ortodossa, la più grande d'Europa, non prima di una festa organizzata dalla comunità serba della città, tra canti, balli e bicchieri di slivovitz.