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In Basilicata, tra briganti e cavalieri, alla scoperta delle bellezze del Vulture - 16/09/2017 St 2017/18 - In Basilicata, tra briganti e cavalieri, alla scoperta delle bellezze del Vulture - 16/09/2017

Tappa in Basilicata per la carovana di "Sereno Variabile". Con Giovanni Muciaccia, Osvaldo Bevilacqua e Maria Teresa Giarratano si va alla scoperta delle bellezze del Vulture, in un viaggio tra città, borghi, natura, sport, sapori e tradizioni. Punto di partenza i suggestivi Laghi di Monticchio di origine vulcanica e il Museo di Storia naturale, che ha sede nella vecchia abbazia di S. Michele affacciata sulle acque del Lago Piccolo. Giovanni Muciaccia conduce il pubblico a visitare Venosa, patria del poeta Orazio, dove si possono conoscere le affascinanti rovine dell'Incompiuta, chiesa edificata nel XII secolo e mai portata a termine. Il conduttore segue le fasi della vendemmia per parlare della produzione del pregiato Aglianico del Vulture e poi si cimenta in una discesa sulle cascate di San Fele, dove si può praticare il torrentismo, e segue un gruppo di cavalieri per parlare di equiturismo. Il Vulture è stato anche terra di briganti, e Giovanni Muciaccia viene "rapito" da una banda di simpatici banditi che lo conducono a visitare il Museo del brigantaggio di Rionero in Vulture, dove, tra gli altri, fu rinchiuso il temibile Carmine Crocco. Tappa poi nel possente castello di Melfi per visitare il Museo Archeologico Nazionale e ammirare lo splendido sarcofago di Rapolla e assistere alle evoluzioni dei rapaci addestrati da un gruppo di falconieri. Giunti infine a Lagopesole, ultimo tratto dell'itinerario nel Vulture, si ripercorre la storia e la vita dell'imperatore Federico II, seguendo installazioni multimediali e assistendo a duelli e danze medievali. Osvaldo Bevilacqua è invece a Ripacandida, la piccola Assisi lucana, cittadina che nel santuario di S. Donato custodisce un interessante ciclo di affreschi, una vera Bibbia dei poveri di pregevole fattura. Maria Teresa Giarratano visita il paese di Barile, dove sono ancora vive le tradizioni dell'antica cultura arbëreshë, e assiste a balli tipici degustando piatti della cucina locale.