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Murakami Haruki, Kafka sulla spiaggia, Einaudi

  • Andato in onda:22/04/2008
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      Un romanzo molto atteso in Italia e reso magnificamente dalla traduzione di Giorgio Amitrano, Kafka sulla spiaggia, come molte opere di Murakami, rivendica le possibilita`del romanzo con i molti personaggi e temi che si affolano per confluire ordinatamente in una struttura perfetta. Kafka e Nakata sono i due protagonisti che si incontrano, o meglio non si incontrano in una metafisica biblioteca con il loro carico di sofferenze e ambiguita` in un racconto colto che tiene insieme, senza scadere nella rivisitazione, il mito di Edipo e quello del grande scrittore praghese. Marino Sinibaldi intervista Giorgio Amitrano Si, si ha l'impressione che di colpo la questione della morte del romanzo sia superata, perche` evidenzia come ci siano alcune dimensioni del narrare che possono compiersi soltanto attraverso la forma romanzesca. E` un autore realista, ma la sfera del sogno, della proiezione, dell'immaginazione, non e` mai separata da quella della realta`. Questa mirabile confusione e` resa magnificamente nei suoi romanzi. Il giovane Kafka per esempio, e` un ragazzo di 15 anni commuovente e inquietante, pieno di cultura e pero` con una sua faticosa capacita` di controllare il mondo, tanto che la prima cosa che che scopriamo di lui e che ci colpisce, e` l'ordine che mette nella sua vita: un ragazzo che fugge di casa, che vive nomade, ma che non rinucia alle sue ore di palestra, alla sua dieta& E` Murakami! E` proprio lui, o almeno e` come io lo percepisco. Una persona metodica e, come spesso sono le persone molto metodiche, ha ovviamente dentro di se un marasma che cerca di controllare attraverso la disciplina e l'esercizio. Credo che sia proprio Murakami e che anche gli altri personaggi siano in qualche modo Murakami, forse la sua parte piu` libera. Per esempio il personaggio di Nakata, l'altro protagonista, l' anziano che vive una situazione particolare e che e` considerato all' interno del romanzo un ritardato, in realta` e` un uomo innocente, splendido, per certi aspetti un'idiota dostoevskiano. Nakata mi sembra una tipica figura di Murakami: un individuo normale che vive con la sua pensione ma per arrotondare parla con i gatti e cerca di ritrovare quelli scomparsi. Non c'e` distinzione tra questa atmosfera fantastica e quella reale. Credo che nell'esperienza di tutti noi i piani dell'immaginazione e della realta` si confondano molto spesso, ma siamo costretti dalla vita a distinguerli. Ecco, Murakami ha invece il potere attraverso la scrittura di eliminare questo confine. Leggendo il libro anche noi perdiamo questi confini e ci ritroviamo in questa confusione particolare che riusciamo a condividere con l' autore, e qui sta la sua bravura. Murakami mostra anche una capacita` straordinaria nel maneggiare i materiali della grande letteratura e della mitologia. Kafka si ritrova infatti di fronte alla profezia di Edipo: ucciderai tuo padre e giacerai con tua madre. Forse in Occidente abbiamo piu` cautela, ma temo che uno scrittore occidentale avrebbe un certo terrore a inserire nel suo romanzo il mito di Edipo. In effetti mentre lo traducevo mi sono venuti in mente vari esempi di scrittori occidentali che hanno ricreato miti greci, per esempio Cocteau, pero` e` raro che funzioni perche` i miti sono talmente grandiosi e perfetti che e` difficile attualizzarli e dargli ulteriore senso. Murakami pero` ci riesce perche` prende solo l'essenza del mito e non crea quell'effetto kitsch che si ha invece quando si mette in scena qualcosa di antico rivestendolo di panni moderni improvvisati. Murakami attinge al nodo essenziale del mito e lo trasforma secondo la propria fantasia.

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      Riduci
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